Sembra passata una vita, eppure era solo il 12 luglio 2024 quando completavo il mio diploma in Cybersecurity proprio qui all’ITS di Lanciano. Oggi scrivo la mia testimonianza non più solo come ex-studentessa, ma anche come docente di Cybersecurity, inserita in una realtà aziendale che ha scommesso su di me e sulle mie competenze.
Oggi, all’età di 23 anni, ricopro un ruolo di grande orgoglio per me, all’interno di un’importante azienda di formazione di rilevanza nazionale. La mia posizione è peculiare: sono l’unica attualmente in organico, qualificata verticalmente in Cybersecurity e Cyber Threat Intelligence (CTI).
Ma c’è un dato che mi rende ancora più fiera: tra i docenti dell’ambito IT sono la più giovane e, al momento, una delle pochissime donne.
Spesso si parla delle difficoltà per le donne di affermarsi in settori STEM e tech.
La mia esperienza, fortunatamente, racconta una storia diversa: l’azienda mi ha accolta con entusiasmo fin dal primo giorno: non mi sono mai sentita “in difetto” per la mia età o per il mio genere; al contrario, ho sempre percepito di essere valorizzata per la preparazione tecnica che l’ITS mi ha fornito e per la passione che porto in aula.
L’ITS è stato il mio trampolino di lancio, con docenti di altissimo livello che mi hanno fornito conoscenze, permesso di sviluppare e manifestare il mio pensiero, plasmare la mia figura professionale e dato costante supporto nella formazione.
Ma nel mondo della sicurezza informatica fermarsi è impossibile.
Per questo, parallelamente al lavoro, sto portando a termine il percorso universitario in Scienze Investigative, con l’obiettivo di proseguire poi con una Magistrale in Sicurezza dello Stato. La mia filosofia è l’aggiornamento costante: da quando mi sono diplomata frequento corsi di alta formazione presso università prestigiose, collaborando con esperti del settore e professionisti attivi sul campo.
Tuttavia, la soddisfazione più grande arriva dai risultati in aula: vedere l’impatto del mio lavoro
sulle persone è indescrivibile. Ho ricevuto attestati di stima da ragazzi e uomini che, soddisfatti del percorso, mi hanno
riconosciuto l’impegno e l’amore per questo lavoro. Ancora più emozionante è stato il confronto con l’universo femminile.
Diverse donne, dopo il corso, sono tornate a studiare sfidando l’età, e lo hanno fatto in settori che sono ancora a quasi totale appannaggio maschile: mi hanno confidato di aver visto in me un punto di riferimento per non arrendersi. Con tutti loro mantengo tuttora un bellissimo rapporto di supporto reciproco.
Talvolta, al termine dei corsi, ci ritroviamo tutti con il nodo alla gola. Credo accada perché, durante le lezioni, cerco di non trasmettere solo la fredda tecnica, ma anche l’aspetto psicologico: quell’elemento umano che, come ho sempre sostenuto, fa la vera differenza in questo mestiere.
Per questo vorrei dedicare un pensiero finale ai ragazzi che stanno terminando il loro percorso formativo all’ITS.
So che può esserci la paura a volta di non avere altre strade, o il timore che la salita sia troppo ripida. Non credete mai di essere arrivati a un binario morto. Il diploma non è un traguardo, ma una base di lancio. Se la strada che avete immaginato cambia, non significa che sia finita: significa che dovete costruirvene una su misura. Parola di chi lo ha vissuto sulla propria pelle, continuando a specializzarsi per pura passione.
Alle ragazze, in particolare, dico: non auto-escludetevi. Non pensate mai che questo non sia un lavoro “per noi”. La mia diversità è stata la mia forza, non un limite. Noi donne portiamo un punto di vista, una capacità di analisi e una tenacia che sono risorse preziose.
Non pensate mai di non essere all’altezza e non arrendetevi davanti ai sogni, soprattutto quelli che vi sembrano “troppo grandi”. Non esistono sogni troppo grandi, esiste solo la passione e l’impegno che siamo disposti a mettere
per realizzarli.



