Intervista a Raffaele Trivilino, Direttore Polo Innovazione Automotive
Qual è stato il rapporto tra creatività e fattibilità dei progetti mostrati? Quale dei due aspetti ha tenuto più in considerazione ai fini della premiazione?
La concreta fattibilità dei progetti è elemento caratterizzante del Premio, che nasce proprio dal desiderio di adeguare costantemente le competenze alle esigenze: da qui nasce il Premio RATI. E da qui nel 2008-2009 nasce anche l’ITS, una scommessa basata sull’idea che l’innovazione non sia un concetto assoluto, ma vada posto in relazione al contesto, per realizzare competitività.
Nelle mie valutazioni, quindi, la fattibilità delle idee ha avuto un peso importante e ha rappresentato un criterio di scelta imprescindibile ai fini della premiazione.
Quali sono stati i bisogni principali espressi dalle idee che i ragazzi hanno presentato?
Più che bisogni personali , sono emersi i bisogni del territorio. I progetti sono stati coerenti con l’ambiente, non necessariamente rivoluzionari, ma comunque in forte relazione con il contesto: si è creato un ambiente sano e competitivo.
I ragazzi sono riusciti ad interpretare lo spirito fondativo RATI?
Sì, hanno dato piena interpretazione delle idee fondatrici del Premio: lo stretto rapporto competenze-sviluppo è stato il punto di partenza dei progetti e il loro impatto socio-ambientale ne ha rappresentato il punto di arrivo. I ragazzi hanno dimostrato grandi competenze in ricerca, sviluppo e comunicazione.
Intervista realizzata dagli studenti
Alessandro Fabbricini
Cesare Di Biase
Emiliano Tano



